Perché Educazione Civica Digitale?

I ragazzi che oggi vanno a scuola rappresentano certamente la generazione più a contatto con il mondo del digitale ma questo non significa che sono certamente i più competenti nel settore delle nuove tecnologie.

La competenza, intesa come capacità di orientarsi adeguatamente in un determinato campo, non è innata. Va acquisita, regolata, appunto orientata. Il compito di orientare è la sfida del mondo adulto che oggi più che mai va colta al volo.

Si rischia, per la prima volta nella storia dell’uomo, che gli adulti non si assumano la responsabilità di svolgere il ruolo di guida e di lasciare soli i propri figli nel deserto paradisiaco delle nuove tecnologie.

Paradisiaco perché è il luogo del tutto è possibile, del tutto è accessibile, del tutto è concesso; Deserto perché immenso, senza ombre, senza muri ne recinti, senza confini. E se l’uomo si libera dei propri confini si ritrova nudo ed indifeso dalla propria identità e dal proprio senso di appartenenza.
Lo smarrimento sarebbe la logica conseguenza del sentirsi onnipotenti di fronte al mondo digitale; onnipotenti ma smarriti.
Le nuove tecnologie pervadono profondamente tutte le strutture che regolano e creano vantaggi alla vita dell’uomo; il cambiamento è epocale e segna una nuova stagione dell’uomo nella storia.
Gli studenti, nella gestione di questi cambiamenti, non devono e non possono essere lasciati soli.
L’educazione civica digitale ha il compito di aiutare la scuola semplificando i paradigmi delle nuove interazioni e della socialità; l’obiettivo è promuovere valori tradizionali e senza tempo che trascendano lo strumento in sé:
spirito critico
responsabilità
Spirito critico, perché è fondamentale – per studenti e non solo (docenti e famiglie sono altrettanto coinvolti) – essere pienamente consapevoli che dietro a straordinarie potenzialità per il genere umano legate alla tecnologia si celano profonde implicazioni sociali, culturali ed etiche. Lo spirito critico è condizione necessaria per “governare” il cambiamento tecnologico e per orientarlo verso obiettivi sostenibili per la nostra società.
Responsabilità, perché i media digitali, nella loro caratteristica di dispositivi non solo di fruizione ma anche di produzione e di pubblicazione dei messaggi, richiamano chi li usa a considerare gli effetti di quanto attraverso di essi vanno facendo.
Dallo spirito critico e dalla responsabilità deriva la capacità di saper massimizzare le potenzialità della tecnologia (ad es. in termini di educazione, partecipazione, creatività e socialità) e minimizzare quelli negativi (ad es. in termini di sfruttamento commerciale, violenza, comportamenti illegali, informazione manipolata e discriminatoria).
Occorre quindi che la scuola aiuti ad accompagnare la complessità del cambiamento, piuttosto che marginalizzarne alcuni aspetti come semplici “rischi”.  La scuola può infatti aiutare gli studenti, e con essi i genitori, a costruire strategie positive per affrontare una disponibilità di tecnologie, di informazione e comunicazione senza precedenti.
Lo sviluppo di una piena cittadinanza digitale passa anche e soprattutto dalla capacità degli studenti di appropriarsi dei media digitali, passando da consumatori passivi a consumatori critici e produttori responsabili di contenuti e nuove architetture (cit. generazioni connesse).
Perché il sapere che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri è un tesoro che non va smarrito ma donato ai nostri figli in funzione di questa nuova sfida educativa.
Per riscoprire la bellezza dell’educazione, al di là di uno schermo…

Gabriele Barreca

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